Riclassamento d’immobile ex art. 1 comma 335, legge n. 311/2004 illegittimo se basato sulla mera evoluzione del mercato immobiliare o sui pregi della microzona. Conferma della Cassazione a garanzia dei diritti del contribuente possessore dell’immobile.

18 dicembre 2019

STUDIO LEGALE TRIBUTARIO MARINO

Roma, Via Ruffini 2/a

 

Riclassamento d’immobile ex art. 1 comma 335, legge n. 311/2004 illegittimo se basato sulla mera evoluzione del mercato immobiliare o sui pregi della microzona. Conferma della Cassazione a garanzia dei diritti del contribuente possessore dell’immobile.

 

Con la recente ordinanza n. 33565/2019, emessa dalla Corte di Cassazione in un giudizio patrocinato dallo scrivente avvocato tributarista Giuseppe Marino (scaricabile su questo link), i Supremi Giudici hanno respinto il ricorso proposta dall’Agenzia delle Entrate e confermato la sentenza di appello della Commissione Tributaria Regionale che aveva ritenuto illegittimo un avviso di accertamento catastale in quanto motivato genericamente sulla base dei pregi della microzona e dell’evoluzione del mercato immobiliare, senza specifico riferimento all’immobile accertato e alla reale situazione di fatto, descritta con precisione dal contribuente e comprovata da una perizia giurata.

In altri termini, la contestazione principale mossa dal contribuente era che non poteva ritenersi valida la motivazione dell’impugnato avviso di accertamento catastale riferita solo ed esclusivamente a un non meglio precisato miglioramento del contesto urbano ed edilizio della microzona senza alcuna specificazione in ordine agli elementi “individuali” – afferenti al cespite accertato - indispensabili a giustificare le ragioni della rideterminazione effettuata. E, nel caso di specie, come rilevato sia dai Giudici di prime cure che da quelli di appello, l’Ufficio non solo non aveva presentato – né in sede di accertamento, né nel I grado di giudizio, né in appello - alcuna documentazione di rilievo idonea a giustificare il riclassamento in esame, ma neppure aveva contestato quanto documentalmente provato dalla contribuente per mezzo di perizia giurata.

Il ricorso in Cassazione proposto dall’Agenzia delle Entrate è stato quindi respinto dalla Suprema Corte, che ha statuito quanto segue: “Costituisce principio consolidato di questa Corte quello secondo cui è necessaria una rigorosa - e cioè completa, specifica e razionale - motivazione dell'atto di riclassamento. In particolare, quando si tratta di un mutamento di rendita inquadrabile nella revisione del classamento delle unità immobiliari private site in microzone comunali ai sensi dell'art. 1 comma 335 L. 311/2004, la ragione giustificativa non può consistere nella mera evoluzione del mercato immobiliare, ma deve essere accertata la variazione di valore degli immobili presenti nella microzona (Cass. 22671/2019).

Ne consegue la necessità che nell'avviso di accertamento siano precisate le ragioni che hanno indotto l'Amministrazione a modificare d'ufficio il classamento originario, non essendo sufficiente il richiamo agli astratti presupposti normativi che hanno giustificato l'avvio della procedura di riclassamento. (cfr. Cass. n. 3156/2015).

Nello specifico, l'intervento è possibile nelle microzone "per le quali il rapporto tra il valore medio di mercato (...) e il corrispondente valore medio catastale si discosta significativamente dall'analogo rapporto relativo all'insieme delle microzone comunali" (comma 335). Il provvedimento di riclassamento deve essere adeguatamente motivato in merito agli elementi che, in concreto, hanno inciso sul diverso classamento della singola unità immobiliare, in modo che il contribuente sia posto in condizione di conoscere le ragioni che ne giustificano l'emanazione (Cass. n. 10403/2019).

Di conseguenza, non può ritenersi congruamente motivato il provvedimento di riclassamento che faccia esclusivamente riferimento in termini sintetici e quindi generici al rapporto tra il valore di mercato ed il valore catastale nella microzona considerata rispetto all'analogo rapporto sussistente nell'insieme delle microzone comunali, e al relativo scostamento ed ai provvedimenti amministrativi a fondamento del riclassamento, senza specificare le fonti, i modi e i criteri con cui questi dati sono stati ricavati ed elaborati. Viceversa, l'atto deve contenere l'indicazione: a) degli elementi che hanno in concreto interessato una determinata microzona; b) di come essi incidano sul diverso classamento della singola unità immobiliare (Cass. 22671/2019; Cass. 23051/2019).

La CTR si è, in definitiva, uniformata ai predetti principi, rilevando la genericità della motivazione, non sussistendo i presupposti di fatto necessari per l'applicazione del riclassamento.

Il ricorso va per l'effetto rigettato”.

La suddetta ordinanza deve essere dunque accolta con favore, costituendo un valido supporto a difesa dei tanti contribuenti colpiti dal riclassamento catastale dei propri immobili basato su motivazioni generiche.

Avv. Giuseppe Marino – avvocato tributarista cassazionista in Roma

 

 

Studio di consulenza fiscale e tributaria Marino

 

Proponi un quesito o richiedi un appuntamento per una consulenza legale tributaria su questo argomento allo

 

Studio Legale Tributario Marino

 

Via Ruffini 2/a - 00195 - Roma - Tel. 06/3217567 - 06/3217581

 

www.studiomarino.net

 

 

email: g.marino@studiomarino.net

 

Archivio news

 

News dello studio

dic18

18/12/2019

Riclassamento d’immobile ex art. 1 comma 335, legge n. 311/2004 illegittimo se basato sulla mera evoluzione del mercato immobiliare o sui pregi della microzona. Conferma della Cassazione a garanzia dei diritti del contribuente possessore dell’immobile.

STUDIO LEGALE TRIBUTARIO MARINO Roma, Via Ruffini 2/a   Riclassamento d’immobile ex art. 1 comma 335, legge n. 311/2004 illegittimo se basato sulla mera evoluzione del mercato immobiliare

dic10

10/12/2019

Nulla la notifica degli atti tributari e delle cartelle di pagamento se effettuata da un indirizzo PEC diverso da quello indicato nell’elenco ufficiale “IPA” (Indice delle Pubbliche Amministrazioni).

STUDIO LEGALE TRIBUTARIO MARINO Roma, Via Ruffini 2/a   Nulla la notifica degli atti tributari e delle cartelle di pagamento se effettuata da un indirizzo PEC diverso da quello indicato nell’elenco

nov25

25/11/2019

Imposta di registro e tassazione degli atti enunciati: importante vittoria del contribuente in Cassazione.

STUDIO LEGALE TRIBUTARIO MARINO Roma, Via Ruffini 2/a   Ai fini dell’imposta di registro non possono essere tassati come “atti enunciati” gli atti semplicemente “presupposti”