La sussistenza o meno dell’obbligo di Equitalia di notificare ai contribuenti il provvedimento di avvenuta iscrizione di ipoteca sugli immobili è da sempre questione controversa.

Ed invero, se da un lato non esiste una vera e propria norma che obblighi Equitalia a fare ciò, dall’altro il legislatore ha più semplicemente previsto, con il d.l. 13 maggio 2001, n. 70, convertito in legge n. 106/2011 (in vigore dal 13 luglio 2011), l’obbligo per l’Agente della Riscossione di notificare solamente un mero “preavviso” di iscrizione ipotecaria. Più in particolare, la predetta legge ha introdotto il comma 2 bis in calce all’art. 77, d.P.R. n. 60/1973 (concernente proprio l’iscrizione di ipoteca), il quale dispone quanto segue: L’agente della riscossione è tenuto a notificare al proprietario dell’immobile una comunicazione  preventiva  contenente  l’avviso  che,  in mancanza del pagamento delle  somme  dovute  entro  il  termine  di  trenta giorni, sarà iscritta l’ipoteca di cui al comma 1”.

Peraltro, da un’analisi sistematica della normativa tributaria e delle tutele previste in favore dei contribuenti, non è peregrino sostenere come invece sussista un vero e proprio obbligo di Equitalia di notificare al contribuente “aggredito” dal Fisco il formale provvedimento di iscrizione di ipoteca.

Ed infatti, tale obbligo di notifica discenderebbe dal coordinato disposto di cui agli artt. 17 e 6 dello Statuto dei diritti del contribuente (Legge 27 luglio 2000, n. 212) che prevedono, rispettivamente:

 – che le disposizioni dello Statuto stesso si applichino anche ai soggetti che rivestono la qualifica di concessionari (art. 17), e quindi, anche ad Equitalia;

 – che debba essere garantita “l’effettiva conoscenza da parte del contribuente degli atti a lui destinati”(art. 6).

Resta il fatto, poi, che la notificazione del provvedimento di avvenuta iscrizione di ipoteca appare doverosa, da un lato, in ragione di un principio base di civiltà giuridica per cui tutti gli atti lesivi della sfera giuridica del cittadino devono essere ad esso comunicati; dall’altro, in quanto è il presupposto necessario per l’impugnabilità della stessa. Infatti, il processo tributario è pur sempre strutturato come un processo d’impugnazione di atti (tra i quali è prevista espressamente, all’art. 19, comma 1, lett. e bis), d.Lgs. n. 546/1992, l’iscrizione d’ipoteca), e la possibilità di ricorrere al Giudice tributario, in assenza di un atto impugnabile, appare quantomeno problematica.

Ciò premesso, è certamente degna di nota le recente sentenza della Cassazione n. 19667/2014 (depositata il 14 settembre 2014), che ha affermato due importantissimi principi, e cioè l’obbligo di comunicazione del provvedimento di iscrizione di ipoteca, e l’obbligo di instaurare preventivamente un “contraddittorio” con il contribuente affinché quest’ultimo possa presentare delle osservazioni difensive a propria tutela.

In particolare, si legge nella citata sentenza della Suprema Corte di Cassazione che “… l’iscrizione ipotecaria prevista dal Decreto del Presidente della Repubblica n. 602 del 1973, articolo 77 in quanto atto destinato ad incidere in modo negativo sui diritti e gli interessi del contribuentedeve essere a quest’ultimo comunicata prima di essere eseguita, in ragione del dovuto rispetto del diritto di difesa mediante l’attivazione del “contraddittorio endoprocedimentale”, che costituisce un principio fondamentale immanente nell’ordinamento cui dare attuazione anche in difetto di una espressa e specifica previsione normativa. Quanto al consequenziale termine da fissare al destinatario per la presentazione di eventuali osservazioni (o, dato il caso specifico, per il pagamento del dovuto) anch’esso puo’ trarsi, in difetto di espressa previsione scritta, dal sistema e determinarlo in trenta giorni sulla base delle prescrizioni che prevedono analogo termine con l’articolo 6, comma 5, dello Statuto del contribuente o il Decreto del Presidente della Repubblica n. 600 del 1973, articolo 36-ter, comma 4.

  1. Nel quadro delineato, il Decreto del Presidente della Repubblica n. 602 del 1973, articolo 77, comma 2 introdotto con Decreto Legge n. 70 del 2011, che obbliga l’agente della riscossione a notificare al proprietario dell’immobile una comunicazione preventiva contenente l’avviso che, in mancanza del pagamento delle somme dovute entro il termine di trenta giorni, sara’ iscritta l’ipoteca di cui al comma 1, non “innova” (soltanto) – se non sul piano formale – la disciplina dell’iscrizione ipotecaria, ma ha (anche e prima ancora) una reale “valenza interpretativa”, in quanto esplicita in una norma positiva il precetto imposto dal rispetto del principio fondamentale immanente nell’ordinamento tributario che prescrive la tutela del diritto di difesa del contribuente mediante l’obbligo di attivazione da parte dell’amministrazione del “contraddittorio endoprocedimentale” ogni volta che debba essere adottato un provvedimento lesivo dei diritti e degli interessi del contribuente medesimo.Principio il cui rispetto e’ dovuto da parte dell’amministrazione indipendentemente dal fatto che cio’ sia previsto espressamente da una norma positiva e la cui violazione determina la nullita’ dell’atto lesivo che sia stato adottato senza la preventiva comunicazione al destinatario. Tuttavia, nel caso specifico, stante la natura reale dell’ipoteca, l’iscrizione per avventura eseguita senza che sia stato rispettato dall’amministrazione l’obbligo della preventiva comunicazione al contribuente conserva la propria efficacia fino a quando il giudice non ne abbia ordinato la cancellazione, accertandone l’illegittimita’, salvo in ogni caso la responsabilita’ dell’amministrazione ai fini dell’eventuale risarcimento del danno.
  2. Sicche’ puo’ affermarsi ti seguente principio di diritto: Anche nel regime antecedente l’entrata in vigore dell’articolo 77, comma 2 bis, Decreto del Presidente della Repubblica, introdotto con Decreto Legge n. 70 del 2011, l’amministrazione prima di iscrivere ipoteca ai sensi del Decreto del Presidente della Repubblica n. 602 del 1973, articolo 77 deve comunicare al contribuente che procedere alla predetta iscrizione sui suoi beni immobili, concedendo a quest’ultimo un termine – che, per coerenza con altre analoghe previsioni normative presenti nel sistema, puo’ essere fissato in trenta giorni – perche’ egli possa esercitare il proprio diritto di difesa, presentando opportune osservazioni, o provveda al pagamento del dovutoL’iscrizione di ipoteca non preceduta dalla comunicazione al contribuente e’ nullain ragione della violazione dell’obbligo che incombe all’amministrazione di attivare il “contraddittorio endoprocedimentale”,mediante la preventiva comunicazione al contribuente della prevista adozione di un atto o provvedimento che abbia la capacita’ di incidere negativamente, determinandone una lesione, sui diritti e sugli interessi del contribuente medesimo. Tuttavia in ragione della natura reale dell’ipoteca, l’iscrizione eseguita in violazione del predetto obbligo conserva la propria efficacia fino a quando il giudice non ne abbia ordinato la cancellazione, accertandone l’illegittimità”.

La cennata sentenza della Cassazione appare pienamente condivisibile, e ad avviso di chi scrive rappresenterà un eccellente strumento di difesa – soprattutto processuale – contro quelle azioni fortemente illegittime e lesive dei diritti del contribuente quale è l’iscrizione di ipoteca sugli immobili non preceduta da alcuna comunicazione da parte di Equitalia.

In termini più pratici, il contribuente che anche accidentalmente viene a scoprire l’esistenza di un’iscrizione di ipoteca sui propri immobili eseguita da Equitalia, ha la possibilità di richiederne l’annullamento in giudizio se la predetta iscrizione è avvenuta senza alcuna comunicazione da parte dell’Agente della riscossione, e senza la preventiva attivazione di un “contraddittorio endoprocedimentale” al fine di consentire al contribuente di esplicare eventualmente delle proprie osservazioni difensive.

Avv. Giuseppe Marino

Avvocato tributarista in Roma

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