La Commissione Tributaria Provinciale di Roma, con la sentenza n. 5032/2021( scaricabile su questo   link)   , in un giudizio patrocinato dallo scrivente avvocato tributarista Giuseppe Marino, ha accolto il ricorso proposto da un contribuente annullando sei avvisi di accertamento TARI emessi dal Comune di Roma.

Ed invero, per il calcolo della TARI rileva solamente l’’80% della superficie calpestabile dell’immobile, ai sensi dell’art. 1, comma 646, legge n. 147/2013, giusta il quale “… il comune, per le unità immobiliari iscritte o iscrivibili nel catasto edilizio urbano, può considerare come superficie assoggettabile alla TARI quella pari all’80 per cento della superficie catastale determinata secondo i criteri stabiliti dal regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 23 marzo 1998, n. 138” (mentre per i vani accessori a servizio indiretto, come cantine, garage, box auto, la superficie deve essere computata al 50% se comunicanti con l’abitazione o al 25% se non comunicanti; le aree scoperte (balconi e terrazzi a uso esclusivo dell’abitazione) vanno invece computate al 30% se comunicanti con vani principali o accessori).

Spesso e volentieri, invece, la pretesa comunale coinvolge erroneamente il 100% della superficie calpestabile.

La CTP, accortasi dell’errore, ha quindi dichiarato illegittimi gli avvisi di accertamento TARI, condannando il Comune al pagamento delle spese di lite.

Avv. Giuseppe Marino – Tributarista in Roma patrocinante in Cassazione