La questione di recente trattata dalla CTP di Roma concerne la riduzione al 50% dell’IMU e della TASI in relazione agli immobili inagibili o inabitabili e, di fatto, non utilizzati.

A tal riguardo, dispone l’art. 13, comma 3, lett. b), d.l. n. 201/2011, che “La base imponibile è ridotta del 50% … b) per i fabbricati dichiarati inagibili o inabitabili e  di  fatto  non utilizzati, limitatamente al periodo dell’anno durante il  quale  sussistono dette condizioni”.

Nel caso esaminato dalla CTP di Roma, il Comune di Roma pretendeva, per il 2014, il pagamento integrale dell’IMU e della TASI in relazione a dei cespiti che risultavano in tale anno inagibili a causa del grave e noto dissesto idrogeologico (avvenuto a Roma proprio nel febbraio 2014), peraltro noto all’Ente a seguito di una sentenza del Tribunale Civile di Roma in tema di risarcimento danni intervenuta tra le medesime parti, e a seguito della successiva presentazione al Comune, da parte della  società contribuente, di un progetto di demolizione e ricostruzione.

Nel corso del giudizio il Comune negava l’applicabilità della riduzione al 50% delle imposte in quanto, a suo dire, sarebbe stata necessaria da parte della società una formale e specifica comunicazione circa la suddetta inagibilità o inabitabilità.

La Commissione Tributaria Provinciale di Roma, con la sentenza n. 10660/20, depositata il 17.12.2020 (in un giudizio patrocinato dallo scrivente avvocato tributarista cassazionista Giuseppe Marino, scaricabile su questo link), ha accolto in pieno il ricorso proposto e annullato l’avviso di accertamento IMU-TASI, affermando che, anche alla luce della sentenza di Corte di Cassazione n. 18453/2016, per fruire della riduzione dell’IMU e della TASI al 50%, ex art. 13, comma 3, lett. b), d.l. n. 201/2011, non è necessario fornire al Comune alcuna denuncia particolare se l’Ente era già a conoscenza della situazione (come era ovvio nel caso di specie, essendo fatto notorio il grave dissesto idrogeologico che aveva colpito Roma nel febbraio 2014).

Nello stesso senso anche altra sentenza della CTP di Roma (la n. 3554/2020, in un giudizio patrocinato sempre dallo scrivente avvocato Giuseppe Marino, scaricabile qui).

Nel dettaglio, va precisato come la Suprema Corte si fosse espressa sulla medesima questione in relazione all’ICI, affermando quanto segue: In tema di ICI, qualora l’immobile sia dichiarato inagibile, l’imposta va ridotta, ai sensi del Decreto Legislativo 30 dicembre 1992, n. 504, articolo 8, comma 1, nella misura del 50 per cento anche in assenza di richiesta del contribuente poichè, tenuto conto del principio di collaborazione e buona fede che deve improntare i rapporti tra ente impositore e contribuente, a quest’ultimo non può essere chiesta la prova di fatti già documentalmente noti al Comune”.

Tuttavia, tale disciplina non è mutata con l’introduzione dell’IMU e della TASI, poiché il D.l. n. 201/2011 ha recepito in pieno le regole sul punto previste per l’ICI.

La CTP di Roma ha dunque correttamente giudicato in favore della società contribuente.

Avv. Giuseppe Marino – Avvocato tributarista cassazionista in Roma

 

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