Con la recente sentenza di Cassazione n. 7343 del 10.4.2015, i Supremi Giudici confermano l’orientamento garantista già esposto nella nota sentenza delle SS.UU. n. 19667/2014 (commentata dall’avv. Giuseppe Marino), secondo cui, in ragione del rispetto e della rilevanza del contraddittorio prodromico all’iscrizione ipotecaria, l’Amministrazione finanziaria (e nella specie l’Agente della riscossione Equitalia), prima di iscrivere ipoteca ai sensi dell’art. 77, d.P.R. n. 602/1973, deve sempre comunicare al contribuente che procederà alla cennata iscrizione sui suoi beni immobili, concedendo a quest’ultimo un termine – che, per coerenza con altre analoghe previsioni normative presenti nel sistema, è fissato in trenta giorni – affinché egli possa esercitare il proprio diritto di difesa, presentando opportune osservazioni difensive, o provveda al pagamento del dovuto.

E’ interessante notare come la Cassazione specifichi come ciò valesse anche nel regime antecedente l’entrata in vigore dell’obbligo di comunicazione preventiva dell’iscrizione di ipoteca ai sensi dell’art. 77, comma 2 bis, d.P.R. n. 602/1973, introdotto con d.l. n. 70/2011, in vigore dal 13.7.2011. Ed infatti, solo a partire da tale data il legislatore ha formalmente disposto che “L’agente della riscossione è tenuto a notificare al proprietario dell’immobile una comunicazione preventiva contenente l’avviso che, in mancanza del pagamento delle somme dovute entro il termine di trenta giorni, sarà iscritta l’ipoteca di cui al comma 1”.

In conclusione, la mancanza della preventiva comunicazione di iscrizione di ipoteca (valendo ciò anche per le iscrizioni eseguite da Equitalia anteriormente al 13.7.2011), rende irrimediabilmente nullo il provvedimento in ragione della violazione dell’obbligo che incombe sull’Amministrazione di attivare il “contraddittorio endoprocedimentale”, con conseguente violazione del diritto di difesa del contribuente.

Pertanto, il contribuente che, anche in via del tutto casuale, venisse a scoprire l’esistenza di un’iscrizione di ipoteca sui propri immobili eseguita da Equitalia, ha la possibilità di richiederne l’annullamento in giudizio (mediante ricorso al Giudice competente) se la predetta iscrizione è avvenuta senza la preventiva comunicazione da parte dell’Agente della riscossione e, quindi, l’attivazione di un “contraddittorio endoprocedimentale” al fine di consentirgli di esplicare eventualmente le dovute osservazioni difensive o, in alternativa, di pagare il debito.

Avv. Giuseppe Marino

Avvocato tributarista in Roma – Patrocinante in Cassazione

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