Ancora una volta la Corte di Cassazione – Sezione Tributaria, con la sentenza n. 20352 del 9 ottobre 2015 (scaricabile qui) accoglie le ragioni dei contribuenti in tema di iscrizione di ipoteca, confermando il precedente orientamento garantista di cui alla sentenza n. 7343 del 10 aprile 2015  e alla sentenza (pronunciata a SS.UU.) n. 19667 del 18 settembre 2014.

Secondo i Supremi Giudici, prima di iscrivere l’ipoteca su beni immobili ai sensi del D.P.R. 29 settembre 1973, n. 602, art. 77, (nella formulazione vigente “ratione temporis”), l’Amministrazione finanziaria deve “comunicare al contribuente che procederà alla suddetta iscrizione, concedendo al medesimo un termine – che può essere determinato, in coerenza con analoghe previsioni normative (da ultimo, quello previsto dall’art. 77, comma 2 bis, del medesimo D.P.R., come introdotto dal d.i. 14 maggio 2011, n. 70, convertito con modifiche dalla L. 12 luglio 2011, n. 106), in trenta giorni – per presentare osservazioni od effettuare il pagamento, dovendosi ritenere che l’omessa attivazione di tale contraddittorio endoprocedimentale comporti la nullità dell’iscrizione ipotecaria per violazione del diritto alla partecipazione al procedimento”, diritto garantito anche dagli artt. 41, 47 e 48 della Carta dei diritti fondamentali della Unione Europea.

Nel caso esaminato dalla Cassazione, l’Agenzia delle Riscossione Equitalia non aveva provato l’instaurazione del cennato preventivo contraddittorio con il contribuente, ed aveva direttamente iscritto ipoteca su di un appartamento di quest’ultimo a fronte di un rilevante debito di natura tributaria.

Tale operato è stato peraltro dichiarato illegittimo dalla Cassazione, che ha dichiarato nulla l’iscrizione ipotecaria.

Ciò posto, non può che ribadirsi che qualora il contribuente, anche in via meramente casuale, venisse a scoprire l’esistenza di un’iscrizione ipotecaria su di un proprio immobile eseguita da Equitalia senza il preventivo espletamento del “contraddittorio endoprocedimentale” richiamato dalla Cassazione, ha la possibilità di proporre ricorso al Giudice competente (da individuarsi in base alla natura del credito sottostante l’ipoteca) al fine di richiederne l’annullamento giudiziale.

Avv. Giuseppe Marino

Avvocato tributarista in Roma

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